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L'Italia pre-Romana, la storia delle nostre origini


Con l'avvicinarsi del 17 marzo festa d'unità Nazionale, vorrei affrontare un viaggio nella storia tra miti e reperti storici per scrivere di quei popoli che diedero la prima impronta al popolo Italiano. Sto parlando di quei popoli, che in età preromana partendo dal paleolitico si insediarono lungo lo stivale, disegnando una prima forma di regioni e facendosi in seguito chiamare Italiani. Di certo gli eventi storici hanno modificato molto quel volto dell'Italia, ma analizzando le caratteristiche di quei popoli possiamo ancora oggi trovare molti legami con l'attuale configurazione geografica del nostro paese.

I primi insediamenti nella penisola Italica, si hanno a partire dal II° millennio a.C con la prima ondata migratoria proveniente dall'Europa occidentale e orientale fino ad arrivare al IV° secolo a.C con l'arrivo dei celti in pianura padana.

Alcune delle popolazioni maggiori sono:

Sanniti che si stabilirono nel VII secolo a.C. tra l'Abruzzo e il Molise fino ad invadere l'attuale Campania, dove fondarono diverse città tutt'ora esistenti quali Malventum (oggi Benevento) Abellinum (Avellino) ed Aesernia (Isernia). I sanniti erano organizzati in 4 tribù principali distribuite lungo il proprio territorio, nonostante questa dispersione il loro punto di forza fù la lega sannitica, una confederazione di popoli uniti nella difesa del proprio territorio dalla minaccia romana. Sono memorabili le tre guerre sannitiche, in cui il popolo romano cercò di invadere i territori Sannitici, dopo un patto di non belligeranza che concluse la prima guerra sannitica, e una sconfitta parziale dei Sanniti nella seconda guerra dove persero alcuni territori, i Romani riuscirono a sottometterli nel 298a.C in una guerra che vedeva alleati dei Sanniti anche gli Etruschi e gli Umbri.
 

Osco- Umbri giunti in Italia dall'Europa centro-orientale nel II°millennio a.C. si stabilirono nel territorio compreso nell’attuale Umbria, di una parte delle Marche settentrionali, del nord dell’Abruzzo e delle zone montuose del Lazio centro occidentale. Con l'espansione dei Celti e degli Etruschi, questo popolò fù confinato nella zona est del corso del Tevere. Secondo lo scrittore romano Plinio il Vecchio, il popolo degli Osco-Umbri è uno dei popoli più antichi d'Italia, in realtà fonti storiche documentano la presenza di altri popoli prima dell'arrivo del popolo Indoeuropeo.

 

Liguri arrivati verso la fine del primo millennio a.C., occuparono una vastissima regione che si estendeva anche oltre le Alpi, successivamente spinti verso sud da una pressione migratoria delle popolazioni celtiche provenienti dal centro della Francia. I contatti con la civiltà celtica portò inevitabilmente alla formazione di altre entità sociali di carattere tribale.
 

I Sicani popolo che si stabilì nell'attuale territorio siciliano intorno all'800 a.C le origini dei sicani sono un po controverse, alcuni storici pensano che questo popolo affonda le porprie radici nella lontana Troia quando un gruppo di Troiani fuggirono dalla citta in seguito al grande eccidio. Questo gruppo di Troiani prima di giungere nell'attuale Sicilia, si fermò  nel territorio dei Liguri, dal quale furono scacciati. Altre ipotesi storiche considerano i Sicani un un ceppo della popolazione degli Ausoni (popolazione residente nelle isole Eolie) che migrò verso l'isola. La cultura dei Sicani si estinse intorno al V° secolo a.C. A causa delle conquiste militari dei Greci.
 

Etruschi discendenti dei Villanoviani si stabilirono nell'Etruria oggi corrispondente alla Toscana, all'Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Liguria e verso la zona padana dell'Emilia-Romagna e della Lombardia, a partire dall'VIII secolo a.C. La civiltà Etrusca fu completamente inglobata nella civiltà Romana.
 

Enotri si stabilirono intorno al XI° secolo a.C. Tra la Basilicata, la puglia e la calabria.

Secondo Aristotele sono stati proprio gli Enotri ad utilizzare per la prima volta il nome Italia, infatti tale nome fu assunto dopo che Italo divenne re degli Enotri.

Aristotele scrive:

 

« Divenne re dell'Enotria un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece che Enotri. Dicono anche che questo Italo abbia trasformato gli Enotri, da nomadi che erano, in agricoltori e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi »

(Aristotele, Politica, VII, 9, 2)

 

Diverse tesi storiche affermano che il nome Italia inizialmente si riferiva alla parte meridionale della Calabria, ovvero dall'Aspromonte alle Serre le attuali provincia di Reggio e parte delle province di Vibo Valentia e Catanzaro.

 

Bruzi si stabilirono in epoca preromana lungo l'Italia centro-meridionale. Fonti storiche definiscono i bruzi dei discendenti dei Lucani, che ottennero l'indipendenza dai secondi in seguito a una gloriosa rivolta nel 356 a.C I Bruzi subirono diverse mutazioni sociali, inizialmente suddivisi in tribù nomadi, si coalizzarono in una lega ed eressero Cosentia (oggi Cosenza) come capitale. Nel periodo di espansione della Grecia, resistirono alle conquiste elleniche, ma cedettero alla conquista Romana. In un primo momento si allearono con Annibale durante le guerre puniche, ma con la ritirata di Annibale, la voglia di conquista di Roma ricadde sui territori dei Bruzi. Intorno al 71 a.C i Bruzi affiancarono Spartaco nella rivolta contro Roma, ma con la caduta di Spartaco i Bruzi pagarono con la vita il loro inutile tentativo rivoluzionario.

 

Conoscendo questi popoli e le loro caratteristiche possiamo trovare una prima immagine d'Italia, che se pur soggetta ai continui mutamenti nel corso dei secoli, è ancora viva e ben visibile nei tratti del nostro paese.



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