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Emicrania

L'emicrania è un disturbo molto complesso episodico ricorrente. Presenta dei prodromi ovvero dei sintomi preparatori(nausea, apatia etc). Alla fase prodromica segue una fase che non è sempre presente ed è detta aurea  a cui segue la fase di attacco vera e propria.

 

L’aurea è caratterizzata da : disturbi visivi, la visione è offuscata, linee scintillanti a zig zag; vertigini, pallore , la voce si fa bassa, fotofobia, afasia, tremori, brividi, torpore agli atri e un senso di debolezza. La fase di aurea inizia 4 ore prima ma anche 24-48 ore prima dell' inizio dell' attacco vero e proprio che quando arriva presenta un mal di testa forte che può essere unilaterale che può passare all' altro, eritema ovvero arrossamento alla fronte(vasodilatazione dei vasi superficiali), fotofobia e sonofobia, pallore, respiro affannoso. L’attacco può essere scatenato da un odore, dal cioccolato etc.

La zona del cervello che riceve le informazioni sensoriali è la corteccia: è qui che cambia qualcosa che ci da l’emicrania.

La teoria che cerca di spiegare l’emicrania è la cortical spreading depression(depressione diffusa della corteccia: si riferisce a una depressione della depolarizzazione a livello corticale. In queste condizioni ce la liberazioni di ioni K+, aumenta il livello di potassio extracellulare e di altri agenti come l’acido arachidonico e nitrossido e H+. Questa alterazione extracellulare caratterizzata da questi aumenti interessa soprattutto i vasi sanguigni e il rivestimento delle meningi perché all' esterno della corteccia abbiamo dei vasi cerebrali e le meningi di sotto, in particolare abbiamo dei capillari detti vasi capillari meningei. Quando vediamo i vasi sanguigni dobbiamo valutare anche l’innervazione di questi vasi, quindi a livello dei capillari abbiamo fibre nervose che regolano il tono vascolare; queste fibre originano dal nucleo trigemino  e innervano i vasi della dura madre e pia madre. Il trigemino è un nervo che ha il suo corpo neuronale nel ganglio del trigemino; da questa ganglio da una parte abbiamo le terminazioni che vanno verso i vasi capillari, dall' altra ci sono le fibre che vanno al nucleo del trigemino caudale  dove costituiscono sinapsi con altri neuroni secondari; queste sinapsi attraverso il nucleo superiore salivatorio(nucleo bilaterale) vanno al nervo facciale che innerva la faccia ma arriva anch’esso ai vasi capillari(si comporta come il trigemino); però ci sono anche delle connessioni  che partono dal nucleo caudale del trigemino e vanno al talamo(stazione per l’elaborazione del dolore). Se ce una depressione della corteccia vuol dire che ce qualcosa che sta cambiando: questa modifica della depolarizzazione corticale si fa sentire immediatamente a livello dei vasi sanguigni delle meningi. Questa depressione causa un vasodilatazione dei vasi sanguigni delle meningi che causerà una depolarizzazione della terminazione del trigemino e innesca un processo di liberazione dei neuromediatori contenuti nelle vescicole e vanno a incentivare ulteriormente la vasodilatazione e causano un processo detto infiammazione neurogenica(infiammazione legata a prodotti del neurone). Queste sostanze sono dei peptidi in particolare la CGRP(calcitonin gene related peptide) ovvero un peptide correlato alla calcitonina che è un potente vasodilatatore. A questa depolarizzazione del terminale nervoso segue la depolarizzazione che viaggia lungo il trigemino e va ad interessare i neuroni di secondo livello che partono dal nucleo del trigemino caudale e quindi attiva il nervo facciale che agisce sui vasi e libera ulteriore CGRP; la depolarizzazione  causa anche la depolarizzazione delle fibre ascendenti che vanno al talamo e danno dolore. Questi processi  fanno capire che nell' attacco di emicrania ce una componente di vasodilatazione cerebrale che va ad incidere sul dolore e attivazione dei neuroni secondari che a sua volta danno nausea, vomito, fotofobia, sonofobia.

La prima terapia che è stata utilizzata nei confronti dell'’emicrania è stata la ergotamina che si comporta da agonista parziale nei confronti dei recettori della serotonina. I recettori per la serotonina coinvolti si trovano in diverse strutture: in particolar modo sulla terminazione del trigemino e anche del facciale che innervano i vasi sanguigni meningei; quindi questi recettori sono dei presinaptici(sul terminale sinaptico prima della sinapsi). Questi recettori appartengono alla classe 1B(presente nei mammiferi) o 1D(presenti nell' uomo); questi recettori vanno a inibire la depolarizzazione del neurone e la liberazione del CGRP. Quindi l’ergotamina riduce la liberazione di CGRP. Però l’ergotamina presenta una serie di effetti collaterali in quanto va a inibire anche i recettori della NA (recettori alfa)  e quindi da una vasocostrizione periferica che non ha nulla a che fare con l’emicrania. Un'altra azione dell' ergotamina è a livello centrale(tronco dell' encefalo) dove va a bloccare l’attivazione dei neuroni secondari: blocca quindi il dolore, nausea etc.

Quindi i farmaci per l’emicrania agiscono in due modi ovvero bloccano la liberazione di CGRP e bloccano la neurotrasmissione attivata dal nervo trigemino